Ho a lungo confuso l'artista e la sua opera...
E' stato solo grazie alla psicoanalisi che, per tappe successive, ho potuto vagamente distinguere le due cose: uno può essere un grande artista e un gran figlio di puttana...
Uno può fare cose molto belle pur essendo personalmente piuttosto brutto. Può cogliere sulla carta tutta la bellezza del Mondo, senza però farne mai parte...
E' strano: come si può essere a tal punto superati da ciò che si fa?
Ma se l'opera è migliore dell'artista perché non riesce a renderlo migliore?
La mano sfiora il divino, mentre i piedi sguazzano nella mediocrità...
Che si preferisca l'uno o l'altro, messaggio e messaggero possono non fondersi mai...
Il mio salumiere è un uomo orrendo, ma il suo prosciutto è un momento di pura felicità... L'arte e i salumi...
Manu Larcenet, Lo scontro quotidiano
martedì 5 gennaio 2010
venerdì 1 gennaio 2010
Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa
Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno. Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un'azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date. (...) Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell'animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano (...).
1 gennaio 1916, articolo di Antonio Gramsi su l'Avanti.
1 gennaio 1916, articolo di Antonio Gramsi su l'Avanti.
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