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sabato 27 ottobre 2018

Quando ti impicco, non avrò nessuna soddisfazione dalla tua morte


"Sei accusata di omicidio, mettiamo che l'accusa sia fondata e che a Red Rock alla fine del processo ti dichiarino colpevole. Bene, a quel punto arrivo io e ti impicco. Se tutte queste cose accadono insieme, questa è quella che la società civilizzata chiama giustizia. Ora, se invece i parenti delle persone che ti hanno ucciso fossero fuori da questa porta e, dopo averla buttata giù, ti trascinassero fuori nella neve e ti tirassero il collo. Bene, quella sarebbe giustizia sommaria. La parte buona, è che la giustizia sommaria placa la rabbia, la parte cattiva è che non è c'entra nulla con il giusto o lo sbagliato.
Ma alla fine... qual è la vera differenza tra le due? La vera differenza sono IO... Il boia. A me non importa cosa hai fatto. Quando ti impicco, non avrò nessuna soddisfazione dalla tua morte. È il mio lavoro. Ti impicco a Red Rock, poi vado nella prossima città e impicco qualcun altro. L'uomo che tira la leva che ti spezzerà il collo sarà un uomo distaccato. Ed è quel distacco la vera essenza della giustizia. Perché la giustizia comminata senza distacco, corre sempre il rischio di non essere giustizia".


The Hateful Eight di Quentin Tarantino

mercoledì 8 marzo 2017

Che cos'è il genio?



Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione.

Amici miei di Mario Monicelli (1975)

mercoledì 18 marzo 2015

Qua dentro non ci sono nomi, non esistono nomi, capito?


- Non so come chiamarti.
- Non ho nome.
- Vuoi sapere il mio?
- No, no, stai zitta, non dire niente: io non voglio sapere come ti chiami. Tu non hai nome e io nemmeno: nessun nome. Qua dentro non ci sono nomi, non esistono nomi, capito?

Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci

mercoledì 19 settembre 2012

Quando la sorte t'è contraria e mancato t'è il successo, smettila di far castelli in aria e va a piangere sul...



Quando la sorte t'è contraria e mancato t'è il successo, smettila di far castelli in aria e va a piangere sul...

Marty Feldman nella versione italiana di Frankenstein Junior.

L'originale è un tantino diverso:
«What the hell are you doing in the bathroom day and night? Why don't you get out of there and give someone else a chance? »
«Cosa diavolo ci fai giorno e notte sul cesso? Perchè non esci di lì e dai una chance a qualcun altro?»

lunedì 12 dicembre 2011

In grande maggioranza gli abnormi sono in grado di pensieri e di emozioni normali, e ciò rende ancora più straziante la loro esistenza



Sin dai tempi più remoti tutto ciò che esulava dalla norma era considerato come un segno di sventura o come una raffigurazione del male. I simboli delle disgrazie e delle avversità erano invariabilmente rappresentati con figure mostruose, e gli atti più crudeli e malvagi sono stati attribuiti ai molti tiranni mutilati e deformi dell'Europa e dell'Asia. Nella storia, nella religione, nel folklore e nella letteratura abbondano figure fisicamente repellenti, sempre schierate dalla parte del male. Golia, Calibano, Frankenstein, Riccardo di Gloucester, Tom Thumb e il Kaiser Guglielmo non sono che alcuni dei nomi famigerati in tutto il Mondo.


La nascita anormale è considerata una disgrazia, e i neonati deformi, in passato, venivano abbandonati alle intemperie per farli morire. Se per caso uno di questi capricci della natura riusciva a sopravvivere veniva considerato con sospetto per tutta la vita. La società stigmatizzava la sua deformità e la famiglia in seno alla quale nasceva ne sentiva il peso e la maledizione.


Di tanto in tanto uno di questi sventurati veniva accolto a corte, ma solo per essere deriso e ridicolizzato dai nobili che si divertivano alle sue spalle. La stragrande maggioranza veniva abbandonata a un'esistenza di mendicità, di ruberie e di fame. L'amore per la bellezza fisica ha radici profonde e risale agli albori della civiltà. La repulsione che proviamo di fronte agli abnormi e ai mutilati è il risultato del lungo condizionamento inflittoci dai nostri antenati. Ma in grande maggioranza gli abnormi sono in grado di pensieri e di emozioni normali, e ciò rende ancora più straziante la loro esistenza.

Da Freaks di Tod Browning

giovedì 22 aprile 2010

Se danno 'n sacco de arie, ma quanno vanno a cacà, puzzano come noi...

Er Monnezza rivolto al figlio:
Li vedi? Ecco, sò ricchi, puliti e cattivi. C'hanno i brillanti, i profumi, se danno 'n sacco de arie, ma quanno vanno a cacà, puzzano come noi...

La banda del trucido
Un film di Stelvio Massi. Con Franco Citti, Luc Merenda, Elio Zamuto, Katia Christine, Tomas Milian.

sabato 9 gennaio 2010

Sergio, I don’t smoke



Al primo incontro fra Segio Leone e Clint Eastwood il regista mise in bocca un sigaro all'attore.
Eastwood disse: "Sergio, I don’t smoke".
Leone rispose: "Ah Clint, ma che lasciamo a casa il protagonista?"

Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue


Le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue.

Clint Eastwood

Mi piace Clint Eastwood perché è un attore che ha solo due espressioni: una con il cappello e una senza cappello



Mi piace Clint Eastwood perché è un attore che ha solo due espressioni: una con il cappello e una senza cappello.

Sergio Leone

giovedì 17 dicembre 2009

Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele

Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele.

Anna Magnani al truccatore

sabato 5 dicembre 2009

Alberto Moravia e il bovarismo ne Il buono, il Brutto, il Cattivo

"Il film western italiano è nato non già da un ricordo ancestrale bensì dal bovarismo piccolo borghese dei registi che da ragazzi si erano appassionati al western americano. In altri termini il western di Hollywood nasce da un mito; quello italiano dal mito del mito. Il mito del mito: siamo già nel pastiche, nella maniera."

Alberto Moravia stronca Il buono, il Brutto, il Cattivo di Sergio Leone.

mercoledì 16 settembre 2009

2001

2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.


Non riesco ad immaginare come sarà qui senza di te...



Baby: Non riesco ad immaginare come sarà qui senza di te...
Johnny: Non rimpiango niente.
Baby: Nemmeno io.

Patrick Swayze e Jennifer Grey in Dirty Dancing - Balli proibiti.

Nessuno lascia Baby in un angolo

Nessuno lascia Baby in un angolo.

Patrick Swayze in Dirty Dancing - Balli proibiti.

1963: L'America stava per perdere la sua innocenza. Baby stava per perdere la sua verginità


1963: L'America stava per perdere la sua innocenza. Baby stava per perdere la sua verginità.
Slogan promozionale di Dirty Dancing - Balli proibiti con Patrick Swayze e Jennifer Grey.

giovedì 27 agosto 2009

Io sono stato invitato in tutti i migliori salotti. Una volta sola

Io sono stato invitato in tutti i migliori salotti. Una volta sola.
Groucho Marx

mercoledì 26 agosto 2009

Per la verità con La Notte dei Morti viventi volevamo fare niente più che un filmetto commerciale

Per la verità con La Notte dei Morti viventi volevamo fare niente più che un filmetto commerciale, esagerare con la violenza, ma una critica alla crisi sociale degli anni ’ 60? No, quello fu un caso. E invece, un paio d’ anni dopo la sua uscita un articolo sulla rivista francese “Chaiers du Cinema” lo definì un film fondamentale in quanto esempio di cinema radicale, una reazione all’ intervento militare Usa in Vietnam. Mi scoprii un autore socialmente impegnato e ci ho provato gusto. Hanno visto Zombi come una critica al consumismo, Il giorno degli zombi uno studio del conflitto tra scienza e tecnologia bellica, La terra dei morti viventi come una disamina dei conflitti di classe. A me non è che me ne fregasse molto, ma già che c’ero, tramite gli zombie mi divertivo a dire qualcosa su quello che stava in quel momento nella nostra società.
George A. Romero

mercoledì 8 luglio 2009

Chi muore è molto spaventato

- Era proprio necessaria quella strage? Ti avevo detto solo di spaventarli.
- Chi muore è molto spaventato.

Dal film C’era una volta il West di Sergio Leone.

Chi ne ha accoppati quattro ci mette poco a fare cinque

Chi ne ha accoppati quattro ci mette poco a fare cinque.

Dal film C’era una volta il West di Sergio Leone.
- Ehi, Armonica, una città, se la fai vicino a una stazione, è una fabbrica di soldi, eh? Centinaia di migliaia di dollari, eh, anche di piu': migliaia di migliaia...
- Li chiamano milioni.

Dal film In C'era una volta il West di Sergio Leone.